375° del Crocifisso di Frate Umile da Petralia

Profilo Biografico di Fra’ Umile

Frate Umile, al secolo Giovanni Francesco Pintorno, nacque a Petralia Soprana tra la fine del 1600 e l'inizio del 1601. Nell'età giovanile Francesco apprese il mestiere del padre nella bottega di falegnameria di famiglia; qui vi lavorerà fino all’età di undici anni, età in cui si pensa che possa essersi spostato in una bottega di scultore a Palermo per perfezionarsi in quest’arte. Nel 1616 fa ritorno a Petralia a causa della morte del padre, ed in questo periodo successivo  maturerà la sua vocazione religiosa. Rifiutato il matrimonio combinatogli dai parenti per seguire  la vocazione religiosa che dentro di se si faceva sempre più forte, andò a cercare rifugio nel Convento dei Francescani in Petralia, dove però non fu accettato. Fuggito nella notte alla volta di Palermo, si recò nel convento di Santa Maria di Gesù dove, nel novembre del 1619, venne accettato ed entrò  a far parte dell'Ordine dei Francescani con il nome di Frate Umile da Petralia Soprana

Per capire quale fosse la personalità di Frate Umile, l’unica guida e quella del francescano Padre Tognoletto, che ne scrisse la biografia avvalendosi della testimonianza di quanti erano venuti a contatto col santo frate. In questi scritti fra’ Umile ci viene descritto nella figura del perfetto religioso francescano che aspira a Dio col vivere intensamente il Vangelo; nelle sue giornate dedicava molto tempo alla preghiera, alla penitenza e al digiuno, il resto del suo tempo lo dedicava all’attività artistica che, da come la conduceva, altro non era che vera e propria meditazione.  Si dice, infatti, che il mistico artista, si accingeva a scolpire i suoi crocifissi in ginocchio, dopo aver meditato e vissuto dentro di se i dolori della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo.

Il 9 febbraio del 1639, a soli 38 anni di età, Frate Umile da Petralia lascia la vita terrena per la meritata eternità di Dio. Il mistico frate viene ricordato non solo per le meravigliose testimonianze lasciateci dal punto di vista artistico, ma anche per quelle lasciateci dal punto di vista spirituale in cui fu  esempio di altissima devozione e di illuminata osservanza delle regole religiose, qualità che lo posero nel cuore di numerosi fedeli.

Il Crocifisso di Cerami

Il Crocifisso di Cerami, penultimo dei trentatre realizzati da Frate Umile, fu scolpito nel 1638 nel convento di S. Antonino di Palermo, per il quale inizialmente doveva essere destinato prima di doverlo cedere ai Frati Carmelitani di Cerami. Il Corpo del Cristo, realizzato in legno di tiglio, è perfettamente proporzionato, l'anatomia è studiata in tutti i particolari. Interessante è la coloritura ed il trattamento del sangue: oltre a quello in rilievo proveniente in maniera vistosa dalla ferita del costato, l'artista pone particolare attenzione nel dipingere le gocce nelle varie tonalità di rosso. Alcune spine della corona si conficcano nella fronte, nel sopracciglio e persino nella spalla.Particolarmente interessante è la realizzazione del volto di Cristo dall’espressione altamente drammatica, così come prevedeva la tradizione Barocca o per meglio dire come prevedevano le norme dettate dalla controriforma.

Il Concilio di Trento raccomandava infatti che: « la figura di Cristo venga rappresentata afflitta, sanguinante vilipesa, con la pelle lacerata, quasi sgradevole al vedersi» in modo da suscitare sentimenti di pietà e di devozione, facendo leva sulla compassione umana e sulla misericordia di fronte al dolore e alla sofferenza.

Particolari del Crocifisso